Dicembre 10, 2022

IL FURTO ATTRAVERSO LO SPECCHIO (pt.1).

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Aprii la porta. Il buio era quasi tangibile. Camminavo nell’oscurità quando piano piano le luci si accesero davanti e dietro di me, facendo sembrare quello che prima era un corridoio nero come l’ebano, un corridoio d’ospedale per quanto era bianco.

Camminai per un minuto buono in quello che adesso era il bianco più accecante, per arrivare in una stanza “poco sorvegliata”.

“Dannazione” pensai. Entrai in una stanza buia.

“ Jo, mi avevi detto che era poco sorvegliata la stanza” Dissi dall’auricolare.

“ Fra, Dawn mi aveva detto c’erano poche guardie”

“ Rivedrei le fonti della tua “amica”, ce ne sono circa 6 se ho contato giusto.”

“ Forze speciali?”

“Forze speciali. Ben armate.”

“ Ritarda la missione, torna alla base”

“La missione va completata. I bravi soldati eseguono gli ordini.”

Uscii dalla stanza, presentandomi alle guardie.

“ Salve, sono qui per rubare una cosa lì dentro, potreste farmi passare?”

“ Allerta, abbiamo un intruso” Fece una dei soldati.

“Non l’hai fatto veramente?” Commentò Jo dall’auricolare.

“ Chi diavolo saresti?” Intimò la donna, puntandomi l’arma.

“ Sono Lunar, facciamo subito che vi arrendete?” Dissi.

Lunar è il nome che mi avevano attribuito, faceva molto supereroe. Ma definireste supereroe un ladro, tanto più senza poteri? Forse l’unica cosa che avevo in comune con gli eroi era l’etica: non uccidevo nessuno e spesso quello che “guadagnavo”, in parte, lo donavo ad associazioni benefiche. 

La guardia mi guardò stranita, fissò i suoi compagni e li intimò all’attacco.
“Va bene, va bene. E io che volevo fare la cosa in modo pacifico”

Presi i miei manganelli dorati ( non me ne separavo mai ) e iniziammo quella danza fatale. Fu un tripudio di denti partiti, bracci e setti nasali rotti ma ero comunque attento a non sporcare il mio completo bianco. Il sangue è difficile da pulire dal velluto, sapete?
Mentre mi attaccavano con bastoni anti-rivolta elettrificati, io paravo i colpi e sparavo battute su battute, che vi risparmierò, lo dico per voi.

Tutti a terra. Ne mancava uno che scappava. Saltai sulla parete destra e mi detti una spinta per saltare sulla sinistra e lanciai il manganello. Presi il fuggiasco al capo senza ucciderlo, si sarebbe risvegliato solo con un mal di testa “lieve”, quanto agli altri… beh non potevo garantire che si sarebbero risvegliati con un semplice mal di testa. Atterrai facendo una capriola, ( un po’ di teatralità non guastava mai ), mi guardai intorno e mi rimisi a posto la cravatta, ma vidi con orrore qualcosa che mi fece gelare il sangue: LA GIACCA! Ed io che ero stato così attento a non sporcarla, adesso metà era rossa! Lasciai perdere la “piccola macchia” e mi incamminai nella stanza.

“Jo, Dawn, Dick, sono dentro la stanza. La reliquia aliena è qui. Mi avvicino.”

I passi sul ponte metallico si sentivano in tutta la stanza buia. Mi avvicinai all’altare della reliquia. La presi per metterla nella borsa, ma notai una cosa.
“ Jo? Dawn?”

“Dicci” Chiese la mia informatrice

“ Non è una pistola aliena o un libro magico tipo il Voynich . Tutto questa fatica e una giacca macchiata per uno specchio? Un normale specchio  fatto d’oro?” ( il Voynich è libro di magia nera indecifrabile che abbiamo in collezione )
“ Cosa? Uno specchio? Non lo sapevo!”
“ Eh. Ora, invece di fare il furto temporale più grande della storia possiamo pettinarci come delle Barbie.”

“Va bene, prendilo lo stesso. Potrebbe valere qualcosa, se è d’oro potrebbe appartenere a qualche re” Mi disse Dawn.

“ Uno specchio di un re con tutta questa sicurezza a sorvegliarlo? Sarà! Harley, ti aspetto per l’estrazione. Ti mando le coordinate, distruggi il tetto e fai scendere la scala, ma sbrigati stanno arrivando i rinforzi di questa gent…” Non feci praticamente in tempo a finire la frase che Harley arrivò visto che era già in viaggio.
Calò la fune a cui mi aggrappai rapidamente e sentivo i passi pesanti dei soldati. Partimmo e l’unica cosa che vidi era una figura femminile e una maschile con dietro una trentina di mercenari corazzati.

Salii la fune e mi sedetti vicino alla mia amica che si stava dirigendo verso la base.

“Allora, ce lo abbiamo questo manufatto misterioso?” Mi domandò Harley tutta contenta.

“Se intendi un vecchio specchio del… boh Barocco? Si, adesso voi ragazze potete farvi i capelli come Maria Antonietta, da perdere la testa”

“ HA HA HA spiritoso.” Disse con tono sarcastico.

“Portiamolo alla base, esaminiamolo e stimiamo quanto possa valere; mal che vada ci portiamo a casa qualche milioncino a testa.”

Atterrati alla piattaforma c’era Dick che aspettava all’entrata della base nonché casa di tutti noi. Oh, che scemo che sono, adesso vi chiederete “Tutti noi chi?” e anche voi avete ragione. Siamo un gruppo di amici fin dall’adolescenza, creammo un gruppo chiamato “Confraternita” in onore alla confraternita di Assassin’s Creed. Siamo sempre stati molto uniti e, verso i 25 anni, abbiamo cominciato a… ( è brutto da dire? ) proggettare rapine per gioco, poi per scherzare scoprimmo che era redditizio. Ma non dilunghiamoci con la storia delle nostre vite, chi siamo veramente?

Il sottoscritto: Frank, ladro gentiluomo, detto Lunar, ma questo già lo sapete. Molti dicono che sono simpatico, ironico e… donnaiolo. Tutte le storie che sentite di me sono vere, tranne quelle dove uccido qualcuno, ovvio. 

Josh, il mio socio in affari e hacker, anche lui simpatico ma per niente donnaiolo, in quanto Dawn lo picchierebbe se fosse così.

Dawn, l’informatrice, è grazie a lei se sappiamo dove e quando fare i colpi. Anche lei dotata di ironia, ed è la ragazza del mio socio in affari.

Dick, l’esperto in balistica e (insieme a me) unico agente sul campo dal momento che fanno parte tutti “dell’intelligence”, è meno loquace di quanto non sia io e spesso fa battute Black Humor. Segno caratteristico? Il codino alla samurai. PERCHÉ.

Harley, la pilota, lei, a differenza nostra, spesso non coglie l’ironia; troppo ingenua.

Alexa, lei era informatrice di prim’ordine ma si ritirò a seguito di un fatto che accadde tempo fa.

Fatte le dovute presentazioni ritorniamo con Dick che ci stava aspettando.

“ Fra, allora cos’è ‘sto specchio?”

TO BE CONTINUED…

-Francesco Alberto Marcheggiani 2B

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