Giugno 29, 2022

UNA DOMENICA POMERIGGIO SULL’ISOLA DELLA GRANDE-JATTE.

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Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte è un dipinto a olio su tela, frutto di un lavoro iniziato nel 1884 e finito nel 1886, che descrive perfettamente la società francese ottocentesca. In età contemporanea quest’opera è considerata un capolavoro, nonché la più celebre tra quelle realizzate da Georges Seurat, pioniere del puntinismo, ma non è sempre stato così: quando fu presentata al pubblico, la reazione di artisti e critici del tempo fu un misto tra sdegno e ilarità per via della sua tecnica innovativa e controversa; il dipinto rimase nell’atelier del suo creatore fino alla morte di quest’ultimo, e per lungo tempo i musei non se ne interessarono. La situazione cambiò quando i coniugi Frederic Clay Bartlett ed Helen Birch, appassionati di arte avanguardista francese, lo acquistarono nel 1924: la loro collezione vantava opere di Cézanne, Gauguin, van Gogh e Picasso. Helen morì l’anno seguente e Frederic, per onorare la sua memoria, donò i loro quadri all’Art Institute of Chicago; un comitato tentò di riportare Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte in Francia nel 1931, mettendo a disposizione ben quattrocentomila dollari, senza successo; la Helen Birch Memorial Collection è rimasta esposta continuamente all’Art Institute of Chicago per tutti questi anni.
I soggetti, una quarantina di figure, sono dei parigini alla moda appartenenti alla classe media, che si godono il sole sulla riva della Senna: al centro vediamo una donna con un parasole rosso che, tenendo per mano una bambina, si dirige verso lo spettatore; due militari camminano fianco a fianco sullo sfondo; numerose coppie sono sedute all’ombra degli alberi o passeggiano (a destra una di loro è ritratta mentre si abbraccia); a sinistra un’infermiera, riconoscibile grazie al copricapo rosso e bianco, tiene compagnia a un’elegante vecchietta; i bambini corrono e giocano; c’è chi raccoglie fiori, ci sono i canottieri che vogano, e si può scorgere anche la bandiera francese in lontananza; c’è, infine, una donna che pesca (il che oggi non è sorprendente, ma ai tempi denotava la progressiva emancipazione delle donne, libere di intraprendere hobby ritenuti, fino a poco prima, unicamente maschili). Il quadretto è quasi idilliaco – comunica sicuramente un senso di agio, relax, placidità – anche se ci sono due personaggi, appositamente collocati in primo piano, che ne incarnano il lato caricaturale: si tratta di un uomo, con gli immancabili monocolo e sigaro, e una tuba, e una donna con la gonna esageratamente imbottita che tiene al guinzaglio una scimmia, come se fosse un animale domestico. Simboleggiano quegli stravaganti capricci che la borghesia poteva permettersi di soddisfare.
– Lella Laura, Anita Gentile, Cristiana Mariani 3A

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