Maggio 24, 2022

DEFINIZIONE DI VULVODINIA.

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Cos’è la Vulvodinia?

La vulvodinia è una malattia ginecologica caratterizzata da dolore cronico a carico della vulva e dei tessuti che circondano l’accesso alla vagina.

Il dolore vulvare è associato a forte bruciore, dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali) e arrossamento.

Pur essendo una patologia di frequente riscontro (colpisce circa il 12-15% delle donne), la vulvodinia può essere diagnosticata tardi, oltre a non essere curata per anni, perché sottostimata e percepita come difficile d’affrontare. A lungo, la vulvodinia è stata classificata come “psicosomatica” o, addirittura, “psicogena”: in realtà, questa interpretazione è errata, poiché si tratta di una malattia con basi biologiche che ricadono nell’ambito ginecologico.

Perché viene la Vulvodinia?

All’origine del dolore vi è spesso un’iperattività dei mastociti, cellule del sistema immunitario che portano uno stato infiammatorio prolungato.

Al disturbo possono contribuire anche:

* Ipercontrattilità della muscolatura che circonda la zona vulvare e perianale;

* Iperstimolazione delle terminazioni nervose deputate alla percezione del dolore;

* Infezioni vaginali e vescicali croniche o recidivanti;

* Lesioni del nervo pudendo dovute al parto o a traumi.

Classificazione

La vulvodinia viene classificata in base alla caratterizzazione dei sintomi ed in base alla localizzazione del disturbo.

In base alla sintomatologia, si parla di:

*Vulvodinia provocata (quando i sintomi avvertiti sono dovuti a penetrazione vaginale, sfregamento oppure anche al solo contatto)

* Vulvodinia spontanea (quando la donna avverte costantemente dolore o fastidio, anche in assenza di stimolazione)

In base alla localizzazione del dolore, si parla di:

* Vulvodinia generalizzata (il disturbo interessa l’area vulvare, il perineo e la zona perianal)

* Vulvodinia localizzata (il target del dolore può essere percettibile solo in precise zone, come vestibolo e/o clitoride)

La vulvodinia disestetica o  essenziale rappresenta la forma più frequente di vulvodinia nel periodo post menopausa, accompagnata da un dolore che si estende al retto ed alla zona uretrale, oltre che vulvare.

Come curare la Vulvodinia

– Farmaci: la modulazione del dolore è possibile applicando sulla regione vulvare dei farmaci come la lidocaina (anestetico locale) o il sodio cromoglicato (stabilizza le membrane dei globuli bianchi, comprese quelle dei mastociti, interrompendo l’infiammazione neurogena alla base del problema).

– Psicoterapia: alcune donne possono trarre benefici anche da interventi psicologici, compresa la terapia sessuologica per ritrovare il piacere dell’intimità. Attualmente, le misure utilizzate comprendono anche la gestione dello stress e le reazioni ai fastidi connessi al problema, come nella gestione delle sindromi da dolore cronico.

– Riabilitazione del pavimento pelvico: Le donne con ipertonia (aumento patologico del tono muscolare) dei muscoli vaginali possono trarre beneficio dalla fisioterapia e dal biofeedback elettromiografico della muscolatura pelvica (tecnica di auto-rilassamento che insegna a controllare meglio le contrazioni dei muscoli e, dunque, il dolore che provocano).

– Chirurgia ed altri interventi: in qualche caso, sono indicati degli interventi chirurgici per rimuovere le terminazioni nervose su imene, margine della vagina inferiore e parte più interna delle piccole labbra. Tuttavia, il dolore può ripresentarsi quando i nervi si rigenerano.

-Marlene Di Pietro e Vittoria Pavone, 3A

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