Maggio 24, 2022

LA CUCINA CHE FA BENE.

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Il cibo rappresenta una colonna portante nelle nostre vite, scandisce le nostre giornate, influisce sul nostro stato d’animo ed è un collante sociale e culturale. Tuttavia i ritmi estenuanti del nostro tempo allontanano l’alimentazione da questi suoi ruoli, anzi le affibbiano un valore esclusivamente nutritivo, con tinte morali che trasformano i nostri pasti in momenti asettici. Il cibo può essere buono o può essere cattivo in base alla sua tabella nutrizionale, in base ai macronutrienti che lo costituiscono. Si perdono i momenti di convivialità, i piaceri legati al cibo e anche le abitudini di una tradizione desolata.

Prima fra queste, l’atto del cucinare.Preparare il cibo senza fretta e senza assegnare ad esso una valenza morale può essere un passo controcorrente per risanare il rapporto personale con il cibo, ma anche quello collettivo. 

Si parte dal decostruire l’idea per cui non ci sono energie e tempo da dedicare a noi stessi e a chi ci circonda, che è ciò che si fa quando si cucina: si riserva del tempo per le persone che preferiamo, per la cura verso di noi e verso di loro.

Preparando i nostri stessi piatti riusciamo a interagire con gli alimenti e ad abbandonare il binarismo dei cibi buoni e dei cibi cattivi: possiamo vedere ciò che mangiamo come parte di un insieme più grande, che non deve spaventarci, ma permetterci di avere libertà nell’alimentazione.

Ovviamente poi, utilizziamo ingredienti poco processati e apportiamo così solo benefici alla nostra salute fisica.

Stiamo acquisendo quell’abitudine, forse d’oltreoceano, di farci tentare da pasti già pronti, che magari ci vengono venduti con l’illusione che siano “fit”, che ci facciano bene, e che siano pronti subito, prima di subito, non c’è tempo da perdere per queste cose.

Preferiamo il fast food, nel senso letterale dell’espressione: ci piace cucinare velocemente e mangiare velocemente, non sappiamo riservare al cibo lo spazio ampio che occupa: imparare a preparare le proprie portate preferite, non le più veloci, non le meno caloriche, significa lasciare che l’alimentazione si riappropri del suo posto nelle nostre vite.

Cerchiamo di avviare la nostra vita verso uno stile più salutare sia a livello fisico che psicologico. La cucina  non deve essere solo un momento per preparare le portate per i pasti, ma anche per divertirsi ed essere felici. Cucinare è stata e sempre sarà una grande valvola di sfogo, che stimola consapevolezza, ma anche altruismo per le persone con cui condividiamo momenti gioiosi;  permette infatti di creare e mantenere legami con loro: una condivisione che influisce sicuramente sul nostro buon umore.

Serena Di Febbo 3F e Agnese Franciotti 3A

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