Giugno 29, 2022

INTERVISTA A IVAN IURATO, EX CONCORRENTE DI MASTERCHEF.

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Da scienze politiche ai fornelli, la storia di Ivan lurato, ex concorrente di Masterchef, oggi chef. Ivan è stato un concorrente della seconda edizione di Masterchef dove, pur arrivando quarto, ha attirato l’attenzione e l’amore del pubblico su di sé, tanto da partecipare ad una versione inedita del programma: Masterchef All Star. Abbiamo deciso dunque, di condividere con voi la sua storia con una piccola intervista.

-Cosa facevi prima di masterchef e come è nata la passione per la cucina? 

-Mi sono laureato in scienze politiche, perché avevo ed ho una passione per i sistemi politici democratici e sul loro funzionamento, tuttavia dopo la laurea ho trovato lavoro presso una grande multinazionale di elettronica, Sony italia, perché ero e sono appassionato anche di elettronica consumer e quindi da lì ho iniziato un bel percorso professionale con loro. La mia terza passione era la cucina, così dopo aver sperimentato con amici e parenti i miei piatti e sotto l’incoraggiamento di molti mi sono deciso a provarci. Avrei provato ad entrare nella cucina più famosa d’Italia, quella di Masterchef.

 -Ci puoi raccontare in breve come si svolge la settimana tipo del concorrente di Masterchef? 

-Una puntata che vedono i telespettatori a casa, comprensiva di due parti, richiede in realtà una settimana di duro lavoro per un centinaio di uomini della produzione ed ovviamente i concorrenti e i giudici. Si inizia il lunedì con la Mystery Box, il martedì invention test (e qualcuno di norma viene eliminato), si prosegue con l’esterna che può portare via anche due giorni di ripresa (se contiamo il trasferimento nella location dell’esterna che può essere più o meno vicino Milano, città dove viene registrato il programma), quando si torna in studio (in genere il giovedì sera o il venerdì) si registra il pressure test… e così fino alla finale. 

Dopo l’uscita da Masterchef, hai avuto molte richieste di lavoro come chef? 

-Di sicuro fare Tv e partecipare ad un programma come Masterchef ti fa molta pubblicità, ma non è detto che tutti i concorrenti dopo questa esperienza siano pronti a lasciare la loro vita precedente e fare i cuochi. Io ho intrapreso questa difficile strada ed iniziare a 35 anni non è stato semplice. Le persone ti conoscono e ti amano per quello che hai fatto in tv, ma si deve star attenti a non deludere le aspettative dei clienti e di chi ti ha dato l’opportunità di cucinare in una cucina professionale con quell’incarico di prestigio. Come sempre la “fama” può essere un’arma a doppio taglio.

 -Perché hai deciso di partecipare a MasterChef all star? 

-Dopo quasi 8 anni di lavoro professionale in cucine di mezza Italia è nata la possibilità di replicare con MasterChef all stars. Innanzitutto ero lusingato che tra tanti concorrenti io sia rientrato in quella piccola selezione scelta per lo show, ed è stato bellissimo rimettersi in gioco con la consapevolezza che la cucina ormai faceva parte della mia vita al 100%, non ero più un dilettante ma un vero chef.

 Secondo te i programmi di cucina in particolare masterchef hanno cambiato la visione e l’approccio popolare alla cucina? 

-Hanno cambiato tantissimo la visione che si ha della cucina in italia, ha sdoganato diverse terminologie, tecniche ed impiattamenti che prima gli italiani non conoscevano, ha reso comprensibile l’alta cucina ad una grande massa di persone, ma nonostante tutto ha contribuito ad aumentare la consapevolezza e il rispetto per alcune eccellenze italiane che prima venivano trascurate dal mainstream da super mercato e fast food. Questa è la dimostrazione di come, con grande forza di volontà e dedizione, Masterchef e altri programmi ti possano cambiare la vita. Ivan ne è la dimostrazione. 

-Pierpaolo Pelusi, Michele Balducci, Giacomo Sacripante 3F

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